EVENTI

6 Aprile 2019 ore 18
Lubriano Palazzo Monaldeschi
Piazza S. Giovanni Battista, 1

Ritratti di Wilcock
Dacia Maraini ricorda Juan Rodolfo Wilcock

Dal 12 al 18 Aprile 2019
Lubriano

Scrittore in residenza: Ricardo Menéndez Salmón

17 Aprile 2019
Lubriano Palazzo Monaldeschi
Piazza S. Giovanni Battista, 1
Convegno

Giornata di studi su Juan Rodolfo Wilcock
Con Natascia Cappa, Roberto Deidier, Maria Gabriella Dionisi, Andrea Gialloreto, Anna Longoni, Valerio Magrelli, Raffaele Manica, Paolo Mauri, Giorgio Nisini e Giorgio Patrizi
Intermezzo: conversazione in pubblico con Ricardo Menéndez Salmón. Intervista di Matteo Lefèvre e Giovanna Fiordaliso

Il 23 Novembre 2018
Lubriano Palazzo Monaldeschi
Piazza S. Giovanni Battista, 1

Ritratti di Wilcock
Elio Pecora ricorda Juan Rodolfo Wilcock

Il 21 Ottobre 2018

Lubriano Palazzo Monaldeschi

EVENTO SPECIALE

La Strage di Parigi da Christopher Marlowe
Omaggio a Juan Rodolfo Wilcock a cura di Lidija Dedovic

PERFORMANCE

La strage di Parigi è uno dei testi del teatro elisabettiano più menomati e corrotti giunti a noi. È in versi (in pentametro giambico) e non è suddiviso in atti. Si calcola che sia una sorta di riassunto dell’opera originale poiché corrisponde in lunghezza alla metà di un testo tradizionale. Fu scritto da Marlowe intorno al 1591/2 e rappresentato nel gennaio del 1593, l’anno della sua (presunta) morte. È diverso dalle altre opere elisabettiane per un certo carattere dispersivo, a prospettiva multipla, polivocale. E’ una sorta di telegiornale e Rodolfo Wilcock suo grande traduttore per l’Italia ne apprezzava proprio questo aspetto. Le vicende dell’opera ruotano attorno alla famigerata Notte di San Bartolomeo, vissuta in prima persona da Francis Walsingham, capo dei servizi segreti della regina Elisabetta I, datore di lavoro di Christopher Marlowe (nelle sue attività spionistiche) e ambasciatore inglese a Parigi all’epoca dei tragici fatti.

Questa struttura sfuggente risuona con le caratteristiche dei personaggi che, se da un lato si presentano come artifici che sfornano raffiche di potenti versi, dall'altro sono tremendamente identificabili con l'umanità del loro creatore. Su questo, sull'enigma Marlowe e, forse, sull'enigma dell'autore in senso lato e infine sulla capacità del teatro di provocare la realtà (in tutti i sensi) si interroga questa breve performance, realizzata in collaborazione con Quartieri dell'Arte.